Inghilterra: Londra

 

Agosto 2017

Primo giorno.

Londra, per me, è una di quelle città in cui torni sempre volentieri anche se l’hai già vista più volte.
Il pretesto per comprare i biglietti aerei stavolta è stata la mostra dei Pink Floyd, Their Mortal Remains, ospitata al Victoria&Albert Museum da maggio a ottobre 2017 e che non potevo perdermi per niente al mondo.
Essendo anche il mio compleanno, Roberto mi ha fatto il super regalo di prenotare al Park Grand London Kensington, un hotel bellissimo e vicinissimo alla stazione metropolitana Earl’s Court, punto strategico per raggiungere i posti che volevamo visitare.
Siamo atterrati all’aeroporto di Gatewick, ritirato valigie (Nicolò usa la comodissima Trunki) e passeggino abbiamo preso il treno gratis da North Station a South Station, poi il treno per London Victoria e infine la District, la linea verde della metro che ci ha portato a Earl’s court.
Usciti dalla stazione, la nostra prima serata londinese ci ha accolto con un clima fresco e tanti locali di mattoncini rossi, con vetrate illuminate e boccali di birra.
Non è bellissimo respirare aria diversa da casa?!

 

Secondo giorno.

Giornata iniziata da Starbucks, sotto casa, dove in mancanza della mia amata Pumpkin bread ho scoperto un’altrettanto buona Lemon loaf cake (che bella la gente che legge mentre fa colazione).
Mappa di Londra alla mano disegnata da Changuitos, abbiamo preso la metro linea District che ci ha portato a St. James’s Park, abbiamo passeggiato godendoci la bellissima magnificenza di Westminster Abbey, il Big Ben, il verdissimo St. James Park e infine Buckingam Palace (Nicolò diceva che se avessimo suonato il campanello, la regina ci avrebbe aperto e ci avrebbe offerto un pranzo a base di…UN FUNGO! …magnanima la queen…).
La pioggia improvvisa tipica di Londra ci ha sorpreso proprio quando cominciavamo ad aver fame, quindi ci siamo rifugiati in una bellissima e buonissima scoperta di quei giorni, il Pret a Manger, un locale carinissimo che serve cibo confezionato ma freschissimo e soprattutto sano ma sfizioso!

Se la pioggia non accenna a smettere, vuoi non fare un po’ di shopping? E che bello è entrare fisicamente nel negozio da cui hai sempre comprato solo online i vestiti per Nicolò? Dio benedica Next.
Quando è tornato il sole, abbiamo finito il nostro pomeriggio in giro per Trafalgar square, Piccadilly Circus e caratteristici quartieri di China Town e Soho.
Cena da Pizza Hut a Leicester Square e rientro in albergo.

 

Terzo giorno.

Abbiamo preso la Piccadilly line, siamo scesi a Green park, preso la Jubilee line e scesi a Bond street, giro per negozi tra cui il fantastico negozio di musica Hmv, da cui sono uscita con una bellissima maglietta dei Genesis, poi a goderci lo stupendo Hyde Park, tra corse, ruote improvvisate e abbracci.
Per pranzo, un buonissimo quanto gigantesco fish&chips da Spread eagle.
La Jubilee line ci ha portato poi a London Bridge, passeggiata lungo il Tamigi rinfrescati da un’aria frizzante e abbiamo chiuso la nostra giornata sul sempre suggestivo Tower Bridge.

 

Quarto giorno.

La metro per Aldgate east ci ha portato a Bricklane, quartiere particolarissimo in cui abbiamo trascorso il giorno del mio compleanno, in un tripudio di vitalità, colori, artisti di strada, mercatini vintage e sapori di ristoranti multietnici.
La giornata si è conclusa alla ruota panoramica London eye, vicino alla quale abbiamo trovato un bellissimo parco giochi.

 

Quinto giorno.

FINALMENTE IL GIORNO!!!
Abbiamo raggiunto a piedi il Victoria&Albert Museum, dove ci aspettava la mostra dedicata ai miei amati Pink Floyd.
Non posso dire niente sulle ore trascorse li dentro, perché sono pezzi di cuore che non si possono descrivere a parole, ma posso sicuramente dire che è stata un’immersione nel loro mondo meravigliosa e strutturata alla perfezione, grazie anche alle cuffie Sennheiser consegnate all’ingresso che hanno accompagnato il viaggio con musiche e interviste.
MERAVIGLIOSO, non posso e non riesco a dire altro.
La Piccadilly line ci ha poi portato a Piccadilly Circus, dove siamo entrati da Hamleys, un gigantesco negozio di giochi a cinque piani…ed è subito Mamma ho riperso l’aereo!


Sulla strada di rientro all’albergo, ci siamo resi conto che la strada parallela alla nostra era Logan place, che altro non è che la via della casa di Freddie Mercury.
Ci siamo fermati li, qualche minuto, in silenzio, in quella strada tranquilla e riservata, a contemplare quel muro, quel cancello pieno di scritte e ad immaginare che li dentro, è vissuto qualcuno di magico.

 

Sesto giorno.

Il sesto ed ultimo giorno è stato interamente dedicato al viaggio di rientro… la metro presa a Earl’s court ci ha portato a Victoria Station, dove abbiamo preso il treno per Gatewick e infine lo shuttle per l’aeroporto nord.
Con Syd Barrett nelle orecchie e nella testa, il volo ci ha riportato a casa, fantasticando già sulla prossima meta…

 

 

 

 

 

 

 

Sicilia: Trapani e dintorni

 

Giugno 2017

Primo aereo per Nicolò!
L’idea di salirci a me non allettava molto, anzi diciamo pure per niente, fino all’anno scorso, in cui ho deciso di partecipare a un corso organizzato da Air Dolomiti per vincere la paura di volare.
Trovato su internet digitando proprio “paura di volare”, si tratta di due giorni di full immersion con psicologa, hostess, pilota di aereo e volo finale Verona – Monaco in giornata.
Lo consiglio a tutti quelli che come me sceglievano solo mete vicine per evitare di dover andare in aeroporto!
Non posso dire che sia diventato il mio mezzo preferito, né credo mai lo diventerà, ma ho imparato a gestire la paura e il volo per le nostre vacanze in Sicilia sarebbe stato il test per capire se il corso aveva funzionato o meno…
Nicolò aveva una gran voglia di salirci, e anche questo mi ha decisamente aiutato ad affrontare la partenza con l’ansia pressoché azzerata.
Il viaggio è andato benissimo, commentare insieme a Nicolò ogni cosa per lui nuova è stato altro motivo di rilassamento e mi ha distolto dai pensieri negativi; vederlo felice mi ha rasserenata, e in un attimo eravamo arrivati a Trapani.

Ritirata la macchina a noleggio all’aeroporto, arriviamo al Bite Bike & Kite accommodations, dove avevamo prenotato l’appartamento King of the air, con vista sul mare.
I proprietari sono due ragazzi squisiti, sempre disponibili a dare informazioni utili sugli spostamenti, e il residence è favoloso.
L’appartamento era pulito, ordinato, essenziale e moderno come piace a noi, e gli spazi esterni ampi, con la possibilità di poter cenare in giardino e cucinare al barbecue.
Decisamente consigliato anche agli sportivi, perché il residence offre box per kitesurf, biciclette, ecc… e, cosa che noi abbiamo apprezzato molto, noleggio gratuito di ombrellone e giochi per la spiaggia, tutte cose che noi in aereo non eravamo riusciti ovviamente a portare.
Come già dicevo l’anno scorso, scegliamo sempre appartamenti vicini ad una spiaggia attrezzata; ora che Nicolò è piccolo e dorme ancora tanto, per noi è più funzionale così, perché un po’ giriamo alla scoperta di nuovi posti, e un po’ stiamo vicino a casa nei giorni in cui lui dorme di più.

Sul lungomare di fronte al nostro appartamento ci sono molti stabilimenti balneari, e noi abbiamo scelto il Sun club.
Viste e attenzioni del personale neanche lontanamente paragonabili all’efficienza dei bagnini della riviera romagnola, ma mare strepitoso e ottima cucina.
Al Sun club abbiamo mangiato veramente bene… busiate (pasta tipica trapanese) ai gamberi rossi di Mazara e pistacchi di Bronte, caponata di melanzane e pesce spada agli agrumi, dieci e lode.


Baia Santa Margherita

Trovata per caso sulla strada per San Vito lo Capo, Baia Santa Margherita ci ha rapito per i suoi colori e la tranquillità del posto.
C’è anche la possibilità di salire su un trenino gratuito che parte dal parcheggio e percorre tutta la scogliera, fermandosi nelle varie calette verso la riserva naturale del monte Cofano.

 

San Vito lo Capo

Avremmo voluto vedere la Riserva dello Zingaro, ma con il passeggino è impraticabile, e anche se avessimo avuto il marsupio, sarebbe stato in ogni caso infattibile per noi, che quando giriamo per spiagge libere ci portiamo ombrellone e giochi…
Escursione rimandata a quando Nicolò sarà più grande!
A San Vito lo Capo abbiamo scelto il parcheggio giornaliero a 8 euro e siamo stati in spiaggia (mare stupendo ma niente di diverso rispetto agli altri posti che abbiamo visto, anzi tra l’altro è stata la spiaggia meno confortevole perché più affollata…non oso immaginare ad agosto!).
A pranzo siamo capitati per caso in un posto super, il ristorante Profumi di cous cous, dove abbiamo mangiato veramente divinamente! Cous cous ottimo (e meno male visto il nome…).

 

Erice

Erice è un graziosissimo borgo sul monte a circa 700 metri, tutto fatto da viuzze di ciottoli (scivolosissimi, portare scarpe comode!), chiese e un duomo, bellissimi.
Qui, al Rifugio di Enea, ho finalmente assaggiato il pane cunzatu di cui avevo tanto sentito parlare… pane, pomodoro, formaggio, olio, sale e acciughe.
Lo voglio adesso!

 

Trapani

Trapani l’abbiamo sempre vista solo di sera, e ci è piaciuta veramente molto.
Sosta d’obbligo alla pasticceria Colicchia per una cassata, un cannolo siciliano e una granita alla mandorla, e poi via a salutare la pecora di cui si è innamorato Nicolò sulla porta del Duomo!

 

Favignana

Parcheggiamo la macchina in piazzale Ilio e dopo un quarto d’ora di camminata arriviamo al porto di Trapani dove ci aspetta l’aliscafo per Favignana.
Al nostro arrivo, troviamo subito la possibilità di noleggiare macchina, scooter o bici.
Noi scegliamo due bici, di cui una con il seggiolino, e cominciamo a pedalare seguendo la cartina dell’isola dove sono segnalate tutte le spiagge.
La prima che vediamo è Cala Azzurra, mozzafiato ma impraticabile per noi perché la si raggiunge dopo una ripida discesa sulle rocce (vedi discorso riserva dello Zingaro).
Continuiamo la nostra pedalata ed arriviamo a Lido Burrone, che è anche la spiaggia in cui siamo rimasti tutto il giorno, perché dopo il bagno (ghiacciato) Nicolò si è addormentato e non ci siamo più mossi da li.
Ci è andata comunque benissimo, perché abbiamo saputo poi che quella era l’unica spiaggia di sabbia dell’isola, quindi perfetta per noi!
Le foto raccontano il paradiso in cui siamo stati quel giorno…

 

Marsala

Lo spritz al Mammacaura ha un sapore tutto nuovo davanti alle saline che si tingono di rosa e arancione con il sole del tramonto…
Per la cena ci spostiamo in centro a Marsala, al ristorante Acqua in bocca, che è uno di quei posti che vorresti avere vicino a casa per poterci andare tutte le volte che vuoi.
Ci rivedremo mai?

 

Selinunte

Questo tuffo nella Grecia del 600 avanti Cristo, camminando tra i resti dei templi ci ha affascinato moltissimo, complice una giornata stupenda ventilata di sole e cielo azzurrissimo.
E’ una di quelle cose che non si può descrivere, perché le parole non sarebbero sufficienti a rendere il senso di stupore che si prova già all’ingresso del parco, di fronte alla maestosità del primo tempio.
Diviso in due aree, è però facilmente percorribile con il passeggino solo la prima, in quanto il percorso che costeggia la costruzione è in terra battuta; per raggiungere la seconda area, le famiglie con bambini possono utilizzare la propria auto, in modo da parcheggiare comodamente vicino all’ingresso.
Qui però la visita ai resti dei templi è inaccessibile al passeggino a causa delle strade in pietra dissestate… consiglio quindi di munirsi di zaino porta bebè.

 

Scopello

Non ci sono cose particolari che ci hanno colpito in questo paese, anche se, quando meno te lo aspetti, dietro una curva, ti si aprono davanti agli occhi questi scorci…

 

Mazara del vallo

Mazara del vallo, bellissima città multietnica in cui si respira multiculturalità, apertura, integrazione.
Il centro storico, la Kasbah, caratterizzato da viuzze strette e tortuose che portano ai cortili delle case, è proprio un esempio di questa pacifica convivenza tra etnie e culture diverse.
Usciti da bellissime chiese, ci si trova di fronte a una moschea, e le vie della città sono abbellite dalle coloratissime ceramiche di Nicolò Cristaldi, il sindaco di Mazara, che mi sta già simpatico solo per questa vena artistica e per come è riuscito a rendere palpabile lo spirito di apertura della città.
Assolutamente da visitare, perdendosi tra vicoli, colori e profumi…

Arrivederci alla prossima vacanza… Londra!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Campania: Napoli – Ercolano – Pompei

Aprile 2017

Quest’anno abbiamo approfittato del ponte del 25 aprile per andare a Napoli, non l’avevamo mai vista!
Con Italo viaggio in treno comodissimo (libri, fogli, pennarelli e cartoni animati per Nico), e al nostro arrivo in stazione ci attendeva un amico del proprietario del B&b, che ci ha accompagnato al B&b Faleron in macchina.
Che meraviglia di albergo!
Nuovissimo, pulitissimo, curatissimo nei dettagli e posizione super centrale! Anzi, centralissima.
Tutto issimo.



(Ma quanto era bello quell’ascensore?!)

(E quanto era tenera la donna delle pulizie che tutti i giorni al nostro rientro faceva trovare Masha e Orso sul letto di Nico?)

Ma poi la meraviglia di trovare aperta la pizzeria Attori e spettatori SOTTO CASA e mangiarsi alle 11 di sera una vera margherita napoletana a letto?!
La mattina al nostro risveglio abbiamo trovato un cielo di un blu quasi irreale da tanto era bello, e in cinque minuti a piedi eravamo in piazza del Plebiscito.

All’ingresso di Palazzo Reale abbiamo acquistato la Campania artecard , una tessera che comprende l’accesso alla metropolitana e l’ingresso gratuito a tre siti a scelta (fra quelli compresi in un elenco visibile online) e riduzione del 50% dal quarto sito in poi.
Noi l’abbiamo inaugurata subito con la visita a Palazzo Reale, che ospitava in quel periodo anche la mostra fotografica del set di The Young pope.

All’uscita abbiamo trovato anche la mostra Totò genio, interamente dedicata al grande Totò, completa di fotografie, curiosità, oggetti personali e costumi di scena.

Pranzo sul lungomare scaldati dal sole al ristorante Stella, poi passeggiata verso Castel dell’ovo; Roberto mi ha raccontato che si chiama cosi perché la leggenda narra che Virgilio abbia nascosto nelle segrete un uovo che sembrava avesse il potere di reggere in piedi l’intero edificio, e se questo si fosse rotto avrebbe provocato sia il crollo del castello che un’immensa sciagura su Napoli.

 

Ercolano e Pompei

Dalla stazione di Napoli Garibaldi parte la linea ferroviaria Circumvesuviana che collega Napoli a Sorrento; la nona fermata è Ercolano, ed è alla visita dei suoi scavi che abbiamo dedicato la domenica mattina.
Per spostarci in più libertà, abbiamo lasciato il passeggino all’ingresso e utilizzato lo zaino porta bebè Kid comfort plus acquistato da Decathlon.

Pranzo al ristorante Gladiator, poi di nuovo sulla Circumvesuviana, 11 fermate e siamo scesi a Pompei

Se potessimo tornare indietro, invertiremmo sicuramente l’ordine delle visite, mettendo quindi Pompei la mattina ed Ercolano il pomeriggio, perché a Pompei (tra l’altro molto più grande) siamo arrivati stanchi dalla camminata mattutina ed eravamo vincolati dagli orari per il ritorno in treno, mentre avremmo voluto dedicarle più tempo ed attenzione.

Il lunedi mattina l’abbiamo dedicato alla visita della galleria borbonica, un affascinante mondo sotterraneo raccontato da una bravissima guida; un viaggio alla scoperta della costruzione delle cisterne dell’acquedotto, delle vie di fuga progettate per il re, dei rifugi per i napoletani rimasti senza casa in seguito ai bombardamenti della seconda guerra mondiale.
Davvero suggestivo ed emozionante.

Nel pomeriggio, visita guidata al Maschio angioino

Martedì, ultimo giorno, siamo andati a farci un giro ai Quartieri spagnoli e a vedere la stazione Toledo perché sapevamo aver guadagnato la fama della stazione della metropolitana più bella d’Europa.
Noi abbiamo visto questo mosaico, bellissimo eh per carità, ma siamo usciti stupiti per il fatto che addirittura avesse ottenuto un riconoscimento simile…
Solo una volta a casa, ho scoperto cercando su Instagram il tag #toledo che c’era tutta una parte meravigliosa che noi babbei non abbiamo visto…
Pessimi!

Pranzo al ristorante ‘Ntretella (tutto buonissimo e pizza fritta ottava meraviglia. Si avete capito bene, pizza fritta) e poi rientro a casa…
Napoli, ci sei entrata nel cuore!
Torneremo sicuramente, e magari andremo a vedere la costiera amalfitana…

 

 

Trentino Alto Adige: Lago di Braies

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Ottobre 2016

 

Quest’anno il mio regalo di compleanno a Roberto è stato un weekend al lago di Braies.
Ho prenotato per il pernottamento all’hotel Brunnerhof, a Rasun di sotto; l’avevo scelto perché le indicazioni lo davano a 5 km dal lago, in realtà ne distava una trentina, quindi se lo si sceglie solo per la comodità col lago lo sconsiglio.
La prima sera siamo usciti a fare un giro in paese…qualche casa, uno stagno con le anatre, il nostro hotel, un bar, un mini market, una pizzeria, e voilà, paese finito.
Che detto cosi sembra poco, ma a pensarci bene Nicolò al parchetto con le anatre si è divertito un sacco, io mi sono innamorata di una casa bianca con i profili delle finestre grigi, al bar ci siamo presi l’aperitivo, in pizzeria a cena, e al mini market abbiamo preso i pretzel.
Quindi c’era tutto!
Cosa volere di più?

 

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Non c’è bisogno di molte parole di fronte  a uno spettacolo del genere…
Io, che non sono un’amante della montagna, mi son dovuta ricredere.
Il panorama “da cartolina” che avevo sempre visto solo in foto si è rivelato reale…
Con Nico sulle spalle nel marsupio Ergobaby, abbiamo camminato lungo il sentiero che circonda il lago; lui ha dormito tutto il tempo (circa un’ora e mezza) e noi abbiamo assaporato quello spettacolo meraviglioso.
Il sentiero non è fattibile col passeggino, il terreno (innevato tra l’altro quando siamo andati noi) è a tratti ghiaioso e con scalini in alcuni punti.
Alla fine della bellissima camminata, ci siamo riscaldati con polenta e funghi (ok altro motivo per cui amare la montagna), nel ristorante che si trova proprio alla fine del percorso, di fronte al parcheggio, l’ Hotel Pragser Wildsee.

Il giorno dopo abbiamo fatto un giro in macchina e siamo arrivati al confine con l’Austria…come passare dall’autunno all’inverno nel giro di un’ora!
Al rientro ci siamo fermati ad ammirare il lago di Anterselva…un altro spettacolo!


Abbiamo pranzato al ristorante che si trova lì sul lago, il Platzl am see, e direi che abbiamo trovato il terzo motivo per amare la montagna… i canederli al formaggio…

Che altro dire…di fronte a queste meraviglie della natura anche gli amanti del caldo e del mare come me si dovranno ricredere!

Veneto: Lago di Garda

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Agosto 2016

Voglia di relax 4 giorni a ferragosto?
Il lago di Garda è perfetto!
Abbiamo prenotato a Villa Dora, a Garda, scegliendo solo pernottamento e prima colazione cosi durante il giorno eravamo liberi di girare.
La macchina l’abbiamo parcheggiata al nostro arrivo, sabato mattina, e ripresa in mano alla partenza, martedì sera.

Sabato: Garda

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Da Villa Dora si arriva facilmente in paese a piedi; è carinissimo, il centro si gira comodamente anche con il passeggino, da un lato un sacco di negozietti, la vista stupenda del lago dall’altro.
Menzione speciale merita sicuramente il ristorante dove abbiamo mangiato a pranzo.
L’ Osteria Caffè Amaro, ottima polenta, salumi e vitel tonné (buono come quello di mia mamma…e ce ne vuole!!).

 

Domenica: Lazise

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Domenica mattina abbiamo preso il traghetto che da Garda porta a Lazise, il viaggio dura mezz’oretta ed è davvero comodo.
Senza macchina, evitando cosi le code estive, si possono raggiungere queste belle località vicine a Garda.
Anche qui, menzione speciale per il ristorante del pranzo: Alla Grotta, ottimo pesce in bellissima location.

 

Lunedi: Camminata Garda-Bardolino

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Da Garda si può raggiungere Bardolino a piedi attraverso una piacevolissima passeggiata lunga poco più di 3 km; è un percorso adatto a ciclisti e pedoni che costeggia il lungolago.
Lungo il tragitto si trovano diversi bar e spiazzi verdi per prendere il sole o rilassarsi, con fiori e ulivi che rendono l’atmosfera ancora più speciale.
Nicolò si è divertito un sacco a camminare spingendo il suo ruotino comprato la sera prima ad una bancarella in paese!
Sono iniziati anche i primi sguardi all’universo femminile…povera me…

 

Martedì: Garda

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L’ultimo giorno l’abbiamo trascorso in paese a Garda, di nuovo un giretto per negozi, pranzo in una delle pizzerie sul lungolago e pomeriggio nella spiaggetta che si raggiunge a piedi dopo una camminata di dieci minuti, accessibile al passeggino.
La sera, fuochi d’artificio visti dalla splendida terrazza panoramica di Villa Dora.
Finiti i nostri 4 giorni di totale relax, ci prepariamo per tornare, entusiasti e pronti per la prossima vacanza!

 

 

Sardegna: Costa Rei

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Giugno 2016

Ore 6 del mattino…la sveglia non ci è mai piaciuta cosi tanto!!
Guardiamo fuori dall’oblò del traghetto…mare, sole…siamo in Sardegna!
Il nostro appartamento è al residence Rey Beach Club, davvero un bel posto.
Le casette sono pulite, ordinate, essenziali; il nostro è un bilocale con cucina, angolo cottura, bagno, camera da letto e veranda per mangiare all’aperto…che fa tanto estate!
Ci siamo trovati cosi bene che d’ora in poi per le nostre vacanze cercheremo sempre residence, è la formula giusta per noi perché offre tutte le comodità per una famiglia con bambini.
Il minimarket per le spese dell’ultimo minuto, il ristorante se non si ha voglia di cucinare, e in questo caso inclusa nel prezzo c’era anche la spiaggia privata (meravigliosa come tutte le spiagge di Costa Rei), con ombrellone e due lettini.
Unica nota dolente per i nostri gusti… l’animazione del villaggio.
A noi piace che ci lascino tranquilli, e soprattutto in vacanza non abbiamo bisogno che qualcuno venga continuamente a chiederci se vogliamo giocare a pallavolo o bocce.
A noi piace goderci le nostre giornate in famiglia, in tranquillità…
La formula del residence per noi è stata perfetta anche perché Nicolò dorme ancora 2-3 ore dopo pranzo, e in spiaggia non riusciva ad addormentarsi.
Il caldo, il vento, la sabbia… non riusciva a dormire, e cosi organizzavamo le nostre giornate in questo modo. La mattina giravamo le varie spiagge che volevamo vedere e rientravamo in appartamento per pranzo, cosi dopo aver mangiato lui dormiva.
Al suo risveglio, visto che era troppo tardi per ripartire in macchina alla ricerca di nuove spiagge, stavamo in quella del residence.
Cosi siamo riusciti a goderci tutto in tranquillità e a vedere allo stesso tempo panorami mozzafiato!

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La nostra Lonely Planet – Sardegna ci è stata molto utile, innanzitutto perché è stata lei a portarci al residence Rey Beach Club, e poi perché ci ha suggerito alcune delle spiagge da non perdere.

 

Spiaggia Santa Giusta

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Come spettacolo di colori, di questa e delle prossime spiagge, penso che non serva che aggiunga niente…le foto parlano da sole!
La spiaggia di Santa Giusta dista 10 minuti di macchina dal nostro residence, c’è un parcheggio gratuito (noi però siamo capitati in un periodo fortunato…gratis e quasi tutto libero! Ci hanno detto che da luglio la storia cambia…) e dal parcheggio alla spiaggia si cammina pochi minuti su un sentiero comodo anche per il passeggino.
La spiaggia è libera, senza chioschi e la distesa di sabbia è ampia… ma ripeto, noi siamo andati in un ottimo periodo! La gente in giro era davvero pochissima e si stava divinamente in tutti i posti che abbiamo visto.

 

Spiaggia Lo Scoglio di Peppino

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Questa spiaggia si raggiunge a piedi dalla spiaggia di Santa Giusta. Partendo da questa, si prosegue la strada oltre la statua (dalla statua la vista è spettacolare) e si arriva allo Scoglio di Peppino, anche stavolta con il passeggino senza particolare fatica.

Spiaggia Cala Sinzias

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Questa spiaggia dista dal nostro residence 15 minuti di macchina, all’arrivo si trova un parcheggio gratuito e da qui è impossibile proseguire con il passeggino, ma comunque scopriamo che non serve perché la spiaggia è proprio di fronte.
I colori del mare qui cambiano continuamente a seconda del sole… si passa dall’azzurro, al verde, al turchese…si rimane a bocca aperta per queste meraviglie della natura!
Abbiamo pranzato al Lido Tamatete, un chiosco sulla spiaggia che ci è piaciuto moltissimo!
Per i giochi per bambini al suo ingresso, la pulizia, la bellezza e la cura dei particolari e la bontà dei piatti. Consigliato!

 

Spiaggia Cala Pira

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Meraviglia delle meraviglie!
Questa spiaggia dista dal residence 20 minuti di macchina.
Direi che si è conquistata il titolo di  mia spiaggia preferita di questa vacanza…
Deserta (le magie di giugno), il mare una tavola piatta e trasparente, sabbia morbida e calda… SPLENDIDA!
Anche qui arrivare è stato semplice; parcheggio gratuito e 5 minuti a piedi attraverso un sentiero percorribile con il passeggino.

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DCIM100GOPROGOPR0965.La Sardegna regala panorami unici anche senza cercarli… te li trovi davanti improvvisamente, in macchina, dietro a una curva…
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Spiaggia Punta Molentis

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Punta Molentis dista dal residence mezz’ora di macchina.
Le foto parlano da sole vero?
Parcheggio gratuito e camminata di 10 minuti circa con il passeggino.
…santi papà che si caricano in spalla ombrellone, borsa frigo, borsa dei giochi… 😉

Spiaggia Porto Giunco

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35 minuti di macchina dal residence.
Come sempre per la descrizione lascio parlare la foto…
Parcheggio a pagamento (3 euro mezza giornata e 6 euro giornata intera), più camminata (per un pezzo con il passeggino al contrario per la presenza di sabbia) di 10 minuti.

 

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Per una cena speciale, altamente consigliato il ristorante Sa Cardiga e su pisci, noi ci siamo tornati due volte da tanto abbiamo mangiato bene!
Pesce ottimo, location elegante e soprattutto i camerieri hanno avuto l’accortezza di preparare il nostro tavolo vicino all’area giochi del ristorante.
Un angolo bellissimo per i bambini, completo di casetta, cucina e scatole piene di giochi. Nicolò, e noi, abbiamo molto apprezzato!
Vignola mare

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Visto che Roberto doveva andare per lavoro nel paese Vignola mare, l’ultimo giorno l’abbiamo trascorso in questo posticino tranquillo e silenzioso.
Con Nicolò nel marsupio Ergobaby,  abbiamo percorso il sentiero che dalla spiaggia porta alla torre.
Una camminata piacevole di un quarto d’ora sotto il sole tiepido delle sette di sera e calpestando una sabbia morbida come farina…
Peccato solo che la torre fosse chiusa! Quindi niente vista panoramica..

 

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Ed eccoci arrivati alla fine delle due settimane di vacanza.
Ci portiamo a casa pelle ambrata e tanta felicità.
Il tempo passato insieme in famiglia è un bene cosi prezioso!
E allora…disfiamo le valigie e ci prepariamo alla prossima avventura!

Liguria: Le Cinque Terre e Camogli

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Marzo 2016

Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi.
Noi abbiamo deciso di andare in Liguria a visitare le cinque terre.
Siamo arrivati venerdì mattina a Levanto, dove abbiamo prenotato il b&b Le divine.
Eravamo nella stanza “Sophia Loren”… Bellissima! Nuovissima, arredamento moderno, pulitissima.
Ulteriore punto di forza, a poche centinaia di metri dal mare ma soprattutto dalla stazione dei treni, perfetto per noi che volevamo spostarci tutti i giorni per visitare le cinque terre.
Dopo un giro a vedere il mare (che spettacolo) e un pranzo in spiaggia con sua maestà LA FOCACCIA LIGURE, siamo andati in stazione per cominciare il nostro tour.
I biglietti del treno li abbiamo fatti online, cosi da evitare le code dovute al ponte pasquale.

 

Primo giorno: Monterosso

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Levanto – Monterosso, 4 minuti di treno.
Abbiamo iniziato il nostro giro con Nicolò nel marsupio, perché in tanti ci hanno sconsigliato il passeggino, dicendoci che era inadatto a visitare le cinque terre.
In realtà, abbiamo abbandonato da subito l’idea perché Nico al pomeriggio dorme ancora 2-3 ore e risultava essere scomodo, sentivo la gente dietro di me tra l’altro che confabulava “ma poverino quel bambino che dorme cosi, sembra un sacco di patate”, quindi siamo tornati immediatamente al passeggino… d’altronde abbiamo capito da subito che il treno è comodissimo per spostarsi da un paese all’altro.
Monterosso è un paese molto grazioso, abbiamo passeggiato per i suoi caruggi, (il nome dei vicoli in ligure), fino ad arrivare alla statua del Gigante, sulla spiaggia di Fegina.

Secondo giorno: Vernazza e Corniglia
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Levanto-Vernazza, 8 minuti.
Che spettacolo di colori!
Complice una bellissima giornata di sole, Vernazza ci ha subito entusiasmato per le sue casette vivaci e l’acqua verde/azzurra.
Mi sarebbe piaciuto andare in cima alla scalinata per poterla fotografare dall’alto, ma ci volevano almeno mezz’ora/tre quarti d’ora di cammino e se anche avessimo messo Nicolò nel marsupio giusto per il tempo della salita, non avremmo saputo dove lasciare il passeggino.
Peccato, ci torneremo quando sarà più grande!
A Vernazza, il pranzo con la focaccia più buona di sempre… croccante, salata, unta… Il paradiso!!

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Vernazza-Corniglia, 4 minuti.
La stazione di Corniglia dista dal centro del paese mezz’ora di camminata; è possibile arrivarci con un autobus navetta che passa ogni 5-10 minuti, ma noi anziché prenderlo abbiamo deciso di farci una passeggiata e non ce ne siamo pentiti!
Panorama spettacolare e clima stupendo!
Anche questo terzo paesino ci è piaciuto moltissimo, soprattutto per la vista mozzafiato che si ha dalla terrazza di Santa Maria.

Terzo giorno: Manarola e Riomaggiore
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Levanto-Manarola, 18 minuti.
Domenica era una giornata nuvolosa, ma questo non ha impedito di farci rimanere a bocca aperta alla vista di Manarola.
Osservi quel gruppo di case colorate arroccate sul mare e pensi a quanto sei fortunata a vivere in Italia… che meraviglia il nostro Paese!
Abbiamo iniziato a percorrere a piedi la Via dell’Amore, che collega Manarola a Riomaggiore, purtroppo però abbiamo scoperto dopo poco che era interrotta dall’ultima frana, quindi ci siamo diretti al treno.

 

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Manarola-Riomaggiore, 2 minuti.
Quest’ultimo paesino è forse quello che ci ha entusiasmato meno, complici probabilmente i lavori iniziati e non finiti sulla strada principale del paese che hanno reso più complicata la nostra camminata.
Abbiamo apprezzato tantissimo invece l’idea del locale Street food Primo piatto, perfetto per una famiglia in viaggio senza orari e poter cosi mangiare senza doversi sedere sempre in un ristorante! Per Roberto trenette al pesto e per Nicolò tortelli con il ragù.
Io invece  mi son concessa un buonissimo fritto misto, sempre da asporto, da Tutti fritti; misto di pesce e verdure in pastella… gnam!

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Riomaggiore-Levanto, 20 minuti.
Domenica sera pioveva, e noi abbiamo passato la serata in camera con pizza d’asporto e uova di Pasqua!

Quarto giorno: Camogli

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Colazione, e via verso casa, con tappa a Camogli.
Il tempo che minacciava pioggia ci ha regalato una delle visuali più belle di sempre!
Il contrasto tra il nero del cielo, con l’azzurro/verde del mare e i colori delle case illuminati dall’ultimo raggio di sole hanno creato una cartolina perfetta di questo bellissimo paesino.
Non avremmo potuto desiderare rientro migliore!

 

 

Trentino Alto Adige: Folgaria

 

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Marzo 2016

L’idea era quella di fare sabato e domenica in montagna, ma venerdì, dopo aver visto che il meteo metteva bufera di neve per tutto il giorno dopo a Folgaria, abbiamo deciso di partire in serata cosi da essere già tranquilli là il sabato.
Ma quanto è bello decidere le partenze all’ultimo minuto?? A me gasa un sacco!
Tiro fuori valigie, beauty, vestiti, biberon, biscotti, latte mentre Nicolò sfila fiero provando il suo completo… è la prima volta per lui sulla neve!
Il navigatore ci ha portato in una Folgaria serale, silenziosa e incorniciata da una spruzzata di neve… in fondo a una stradina, ecco il Relais Fior di Bosco, il bed & breakfast in cui abbiamo pernottato.
Già l’ingresso mi piaceva tantissimo!
Curato, pulito, al profumo di centro benessere… Accoglienza ottima!
La stanza era stupenda! Profumatissima di bucato, nuovissima, tutta in legno chiaro, parquet e riscaldamento a pavimento…che bellezza!
C’era un terrazzino con tavolino e due sedie, ma la vera chicca era l’anta scorrevole che nascondeva l’angolo cottura, perfetto per scaldare la camomilla e il latte per Nico.
Questa piccola stanza era un concentrato di sensazioni positive… Mi piaceva davvero tantissimo!
Ci siamo addormentati sereni… e la mattina dopo… la sorpresa…

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Un paesaggio completamente bianco…sembrava la mattina di Natale!
Aveva nevicato tutta notte e continuava a scendere… che magia, che pace.
Dopo un’abbondante colazione (oh io a casa al mattino faccio fatica a mandar giù anche un biscotto, ma in vacanza mi mangio tipo tre fette di torta della nonna, una brioche, il succo d’arancia, il toast con speck e fontina…e quasi quasi anche le uova e il bacon) siamo andati a Costa, dove, vicino alla stazione sciistica e alla slittinovia, c’è una zona dove potersi divertire con il bob.
Nicolò ha avuto il battesimo della neve in una giornata dove i fiocchi non hanno smesso di scendere un attimo, e devo dire che inizialmente era un po’ scettico e disorientato… Poi però quando ha preso confidenza, che ridere le discese con il papà!

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A pranzo ci siamo fermati al ristorante pizzeria Caneva li vicino, un’immancabile (in montagna) polenta con i funghi, ancora qualche discesa e poi a riposare al Fior di Bosco.
La sera siamo usciti a camminare in paese, ma quanto è bello il rumore dei passi sulla neve?
Tutte le volte mi viene in mente la maestra delle elementari che ci aveva insegnato a riprodurre quel suono…si mette in una vaschetta la fecola di patate e la si schiaccia con una noce di cocco, e voilà il rumore dei passi sulla neve!
Ci siamo fermati a cena al ristorante Al Fogolar; canederli in brodo per Nico, per me e Roberto da dividerci i canederli al puzzone di Moena fuso e fettuccine ai funghi, fichi e prosciutto crudo croccante.
Tutto divino!
Nicolò è una buona forchetta e oltre a mangiare tutto quello che prendiamo per lui, assaggia sempre anche tutto quello che ordiniamo per noi!
La domenica c’era il sole, quindi siamo tornati a Costa per goderci ancora qualche discesa senza la neve in faccia; Nico si sentiva molto più sicuro e spavaldo del giorno prima e girava contento ad osservare le altre persone.

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La sera, a casa, il meritato riposo e il pensiero al prossimo viaggio…
Che appena si rientra io ho già voglia di ripartire!

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** Completo da neve di Nicolò – Decathlon
** Cuffia di Nicolò – Slouchheadwear

 

Toscana: Siena

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Gennaio 2016

Ogni volta che progettiamo un nuovo viaggio, mi dico sempre “vabeh ci sono cosi tanti posti al mondo da vedere che non voglio assolutamente tornare due volte nello stesso”, ma puntualmente poi penso alla Toscana e…dai, in Toscana bisogna tornarci almeno una volta l’anno!
E cosi, il primo gennaio abbiamo caricato le valigie in macchina e siamo partiti per Siena.
Prima tappa, piazza del Campo, un panino in un bar all’aperto scaldati dal sole invernale, cullati dall’accento toscano, il cielo limpido e azzurro.
Mentre Nicolò mangiava e si guardava attorno curioso (gli piace tantissimo stare in mezzo alla gente; osserva le persone, si sofferma sui particolari, sorride quando vede arrivare qualcuno con un cane al guinzaglio…), noi leggevamo notizie sulla Torre del Mangia davanti a noi, chiamata cosi dal soprannome del suo primo custode, il “mangiaguadagni”, famoso per sperperare i suoi soldi nei piaceri della tavola.
Il pomeriggio abbiamo passeggiato per il centro e comprato panforte, specialità locale, in una bottega storica.
Verso sera, ci siamo recati nell’hotel che abbiamo prenotato per il weekend, l’hotel Terre di Casole, a Casole d’Elsa.
Ma che bello!!
La nostra camera, la Superior matrimoniale, era moderna, pulita, ordinata, con una veranda su un bellissimo giardino… I nostri vicini di stanza avevano due cani che giocavano sul prato e Nicolò si è divertito un sacco a guardarli!
Sappiamo che c’era la possibilità da li di accedere alla piscina, ma ovviamente noi visto il periodo non abbiamo potuto sfruttarla… D’estate quindi sarà tutto ancor più bello!

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Abbiamo cenato nell’accogliente ristorante dell’albergo, chiamato L’orto di Casole; l’orto è ben visibile fuori dalla vetrata, è ricco e curato in ogni minimo dettaglio e i piatti che vengono serviti sono arricchiti dagli ortaggi, gli aromi e le spezie qui coltivati.
I camerieri erano tutti giovani, simpatici e gentili.
Finita la cena, è possibile spostarsi nella sala relax, ricca di libri per tutti i gusti, giochi in scatola e fogli con pennarelli.
Sia a noi che a Nicolò è piaciuta molto!

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Il secondo giorno pioveva, quindi abbiamo deciso di dedicare l’intera giornata alla visita del Duomo di Siena.
Nel marsupio Ergobaby, Nicolò è stato comodo, protetto dall’acqua sotto l’ombrello nei vari spostamenti e ha potuto osservare tutto da vicino come noi.
Abbiamo comprato l’ OPA Si pass all inclusive, nella biglietteria vicino alla cattedrale, e questo ci ha dato la possibilità di visitare il Duomo, il Battistero di San Giovanni, la Cripta, il Museo dell’Opera e la terrazza panoramica del Facciatone (che avrebbe dovuto regalarci una visuale mozzafiato della città, peccato che fosse una giornata pessima, ed era praticamente tutto nascosto dal grigiume della nebbia!).
Beh, di tutta la giornata di sabato, ricordo la sensazione di meraviglia mista a ignoranza: avrei voluto un Vittorio Sgarbi tascabile che mi spiegasse tutto.

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La domenica, al nostro risveglio, la sorpresa di guardare fuori dalle vetrate dell’hotel e scoprire un panorama nascosto il giorno prima dal maltempo… le splendide colline toscane, uno dei motivi per cui come dicevo prima non si può non tornare in Toscana almeno una volta l’anno!
La giornata è trascorsa spensierata a Firenze in compagnia di amici fiorentini, infine il rientro a casa, sulle note degli U2.

Al prossimo viaggio!

** Vestiti di Nicolò – Zara e Next

Valle d’Aosta: Lago d’Arpy

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Ottobre 2015

Dopo aver visto foto del lago d’Arpy, ho deciso di regalare un weekend in Val d’Aosta a Roberto per il suo compleanno per portarlo a vedere quella meraviglia.
Arrivati all’ora di pranzo al Colle San Carlo, abbiamo parcheggiato la macchina e ci siamo fermati a mangiare un’ottima polenta coi funghi (che buonaaaaaa) all’albergo Genzianella, dopodichè ci siamo incamminati per il sentiero verso il lago.
I “45 minuti di camminata semplice” indicati dal cartello all’inizio del sentiero, si sono trasformati per noi in un’abbondante ora e mezza… abbiamo trovato la neve e non eravamo preparati!
Passeggino decisamente bocciato con queste condizioni climatiche…mentre ci incagliavamo nei sassi nascosti dalla neve continuavamo a pensare al nostro marsupio Ergobaby 360 tanto comodo rimasto a casa nell’armadio!
A parte questo contrattempo, non potevamo non notare la meraviglia delle montagne bianche che facevano capolino da dietro gli alberi, e Nicolò affascinato da tutte le nuove cose che vedeva… Un fiore, un piccolo ruscello ghiacciato, nuovi colori, nuovi profumi…

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E poi eccolo, dopo l’ultima salita, il lago D’Arpy.
Una conca dove il Mont Colmet e le Grandes Jorasses si specchiano nelle acque…
Aspettative decisamente non deluse!
Siamo rimasti seduti a goderci il panorama, quel contrasto di colori gialli, rossi, azzurri, verdi… Per i fotografi alla ricerca di “foliage” in Italia, questo è sicuramente un posto magico.

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Ripercorso poi lo stesso sentiero dell’andata (stavolta con meno fatica, perché si sa, la strada al ritorno è sempre più veloce), siamo ripartiti in macchina ed arrivati ad Entrèves, un grazioso paesino dove avevo prenotato una camera all’hotel Pilier d’Angle.
Carinissimo hotel in pieno stile montanaro, vista spaziale sul Monte Bianco, colazione megagalattica e un biglietto sul cuscino per Roberto con prenotato un massaggio rilassante di 50 minuti nella loro area Wellness.
Tutti i weekend dovrebbero essere cosi!
La sera abbiamo cenato a Courmayeur, all’hotel Maison Saint Jean… tutto ottimo, ma quei macarons con toma, cioccolato bianco e melograno me li sogno ancora!
Domenica invece, prima di ripartire, ci siamo fermati a pranzo alla locanda La Brenva, dove abbiamo mangiato buonissimi tagliolini ai funghi e crespelle valdostane.
Ma come si fa a stare a dieta in Italia?!
Troppe cose buone!
All’uscita del locale, abbiamo trovato un tavolino con le panchette ad altezza bambino, dove Nicolò si è divertito a giocare.

(Ps. Un consiglio, se anche ai vostri bambini si arrossa la pelle attorno alle labbra con il freddo… Io mi sono trovata molto bene con la crema Uriage!)

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Siamo pronti a ripartire per tornare a casa… Si affronta il lunedi con la carica lasciata da questi weekend  belli, pronti per organizzare un nuovo viaggio!

 

** Cuffia di Nicolò – Slouchheadwear

** Vestiti di Nicolò – Zara